Newsletter agosto 2026
Scadenze mese di agosto
I consueti addebiti del 16 di ogni mese, nel mese di agosto saranno effettuati giovedì 20, e riguarderanno:
- IVA mese di luglio/II trimestre 2026 (a seconda che l’impresa sia in regime mensile o trimestrale);
- contributi previdenziali e assistenziali, ritenute IRPEF, addizionali regionali e comunali sui redditi da lavoro dipendente e assimilati;
- contributi INPS (quota fissa) Artigiani e Commercianti.
Sempre entro il prossimo 20 agosto i contribuenti con partita IVA soggetti ISA (con ricavi inferiori a € 5.164.569, compresi i forfettari), che non abbiano adempiuto entro il 20 luglio, dovranno provvedere con la maggiorazione dello 0,80% al pagamento di:
- Saldo 2025 e 1° acconto 2026 per le imposte dirette: cedolare secca-IRPEF-IRES-IRAP, confluente nel modello Unico;
- Diritto Camerale 2026;
- Contributi Inps, sia per la quota % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, saldo 2025 e 1° acconto 2026.
Avviso chiusura uffici: come gestire assunzioni e infortuni
Vi comunichiamo che gli uffici C.E.D.A. di Catania e Giarre resteranno chiusi DAL 13 agosto AL 2 settembre per ferie. I nostri uffici riapriranno il prossimo 3 settembre. Nello stesso periodo rimarrà chiuso per ferie anche lo studio Trovato (consulenza del lavoro).
Ove fosse necessario procedere ad un’assunzione, per adempiere all’obbligo di comunicazione di assunzione preventiva dei lavoratori, il datore di lavoro deve inviare apposito modello UNIURG. La procedura va eseguita almeno il giorno antecedente alla data di inizio del rapporto di lavoro. Occorre trasmettere il modello anche a noi, unitamente alla ricevuta rilasciata dal sistema. Al momento della riapertura, lo Studio provvederà a completare la comunicazione di assunzione mediante l’invio del modello UniLav.
Durante il periodo di chiusura per ferie degli uffici, in caso di infortunio sul lavoro, il datore di lavoro può inoltrare all’Inail la denuncia di infortunio tramite PEC entro due giorni dall’evento, utilizzando il modulo in formato editabile, compilato almeno nei dati essenziali, che trovate in allegato.
Adesione automatica alla previdenza complementare dal 1° luglio 2026
Dal 1° luglio entra in vigore il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti di prima assunzione.
Per i neoassunti del settore privato, l’iscrizione a una forma di previdenza complementare collettiva avviene in automatico fin dal giorno dell’assunzione, senza alcun adempimento iniziale da parte del lavoratore. Il termine per esprimere una scelta diversa si riduce da sei mesi a 60 giorni. Entro questa finestra il lavoratore può rinunciare e, in alternativa, mantenere il TFR in azienda secondo le regole ordinarie (art. 2120 c.c.) oppure indicare un altro fondo pensione. Se non fa nulla, decorsi i 60 giorni l’adesione automatica si consolida.
Per chi ha un rapporto in corso e non avvia una nuova assunzione, non cambia nulla: resta valida la disciplina previgente e il termine dei sei mesi, senza nuovi adempimenti informativi.
Versamento TFR al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con più di 60 dipendenti
Accanto all’adesione automatica, la Legge di Bilancio 2026 ridisegna anche le regole sul versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS.
Fino al 2025 l’obbligo di versare al Fondo il TFR dei lavoratori che lo mantenevano in azienda era ancorato a una “fotografia” storica: la media degli addetti del 2006. L’obbligo si estende ora anche ai datori di lavoro che raggiungono la soglia dimensionale dei 60 dipendenti negli anni successivi all’avvio, e il calcolo si basa sulla media dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente. Il versamento al Fondo è dovuto solo per chi mantiene il TFR in azienda, non per chi lo destina alla previdenza complementare, e restano esclusi i lavoratori con retribuzione inferiore al trattamento minimo.
Sul fronte operativo, il decreto lavoro 2026 ha posticipato dal 16 maggio al 16 luglio 2026 il termine per il versamento dei primi sei mesi di TFR al Fondo.
Credito d’imposta gasolio agricolo: come fare domanda
Masaf e Mef hanno firmato il decreto attuativo che rende operativi 90 milioni di euro per le imprese agricole colpite dai rincari della primavera 2026. Il beneficio arriva fino al 20% della spesa sostenuta tra il 1° marzo e il 31 maggio, al netto dell’IVA, con un tetto massimo di 50.000 € ad impresa.
Le domande vanno presentate attraverso il portale SIAN gestito da AGEA entro il 30 settembre p.v. (data da confermare con prossima circolare AGEA). Possono accedere all’agevolazione imprenditori agricoli individuali, società semplici, società agricole di persone e di capitali, cooperative, che esercitano coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse. Sono ammessi anche i soggetti esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del DPR 633/1972.
Occorre essere agricoltori in attività titolari di fascicolo aziendale regolarmente validato per la campagna 2026. Chi ha il fascicolo scaduto, incompleto o in aggiornamento presso il CAA deve sistemarlo prima dell’apertura della finestra.